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Alla fine degli anni ’90, con la diffusione di internet e con le conseguenti spese di connessione da sostenere, sono nate molte società che permettevano di ripagarsi i costi con semplici operazioni. Si andava dalla visualizzazione delle cosiddette barre pubblicitarie (paid to surf), che occupavano una piccola porzione dello schermo (ma che molti utilizzavano in quantità industriale per guadagnare di più), alle email pubblicitarie (paid to read) dove era necessario visitare il sito proposto. Poi c’erano le società paid to click: qui bastava andare sul sito della società e visitare i siti proposti. Altra soluzione per guadagnare erano le registrazione retribuiti a newsletter o altri servizi (paid to lead). Una delle attività che è vissuta di false promesse è stata invece il Paid to view, dove bisognava visionare degli sport pubblicitari a tutto schermo. Poi sono nati gli autosurf, che consentono di guadagnare visitando un sito per qualche decina di secondi, allo scadere dei quali viene proposto un nuovo sito.
Tutte queste forme di guadagno continuano ancora oggi ma con pagamenti molto più bassi per via della crisi della New Economy.
Nel corso degli anni molte sono state le società comparse per pochi mesi che poi scomparivano puntualmente senza pagare. Altre invece hanno quasi sempre pagato gli utenti, altri invece hanno pagato alcuni mentre altri no inventando scuse banali. È anche vero che molti utenti hanno cercato di guadagnare con modi illeciti (cheating), tramite alcuni programmi che simulavano click sui banner. I guadagni con questi sistemi non sono comunque mai stati corposi.

Discorso diverso invece per i guadagni realizzati con affiliazioni per webmaster, che permettono di realizzare introiti cospicui col proprio sito.
Anche questi sistemi si sono evoluti col tempo, subendo diverse crisi ma resistendo imperterriti con nuove idee.

Elenchiamo alcuni dei metodi pù utilizzati:
- Pay per click: consiste nell’inserire sul proprio sito dei banner pubblicitari, per i click sui quali gli inserzionisti pagano una determinata cifra.
- Pay per impression: gli inserzionisti pagano una determinata cifra solitamente per un minimo di 1000 esposizioni del banner.
- Pay per sale: l’nserzionista riconosce una percentuale sulle vendite generate dal sito del webmaster
- Pay per lead: si guadagna una cifra prestabilita sulla registrazione a servizi quali newsletter, chat, etc.
- Dialer: uno dei sistemi arrivati negli ultimi anni, che permette di ricevere una percentuale sui servizi forniti tramite connessione a valore aggiunto. Finiti nella bufera per via di webmaster disonesti che oltre a non indicare i costi di connessione facevano installare segretamente i dialer sostituendo il numero della connessione predefinita, hanno comunque resistito all’attacco dei media anche se pur con rates più bassi.
- SMS premium: permette di ricevere loghi, suonerie, MMS, sfondi animati e altri servizi sul proprio cellulare inviando un SMS a costi superiori a quelli standard. Il webmaster riceve una percentuale su tali costi.






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